lunedì 12 settembre 2011

braviiii

complimenti! ottimo lavoro con il blog! continuate a diffondere immagini e pensieri...

sabato 3 settembre 2011

Il trasloco nel nuovo dormitorio si avvicina...mentre nell'altro si fatica a pulire...


La clinica è sempre a disposizione di tutti i bimbi e dei "golomolesi"...

Con il progetto sociale si cammina scoprendo nuovi posti e conoscendo le famiglie dei bimbi...e il lavoro sul campo richiede una maggiore formazione..



Gossace si popola di altri "muzungo"...Scott...Erica...Marisa e Rosanna...




Si lavora...diventando grandi e ridendo...






Il divertimento inizia...imparando "kwagala"...






I primi momenti di condivisione...bevendo il porridge insieme...



L'Uganda vista da otto nuovi occhi

Arrivando all’aeroporto di Entebbe, dall’aereo - oltre al lago gigantesco, che pare un mare e non si capisce dove finisca ne’ in che direzione si espanda - tutto e’ verde e rosso.
Da terra anche: ovunque vegetazione verde rigogliosa e terra rosso acceso. Mucche dalle grandi corna pascolano ai lati della strada; piu' in la' qualche capra legata ad un paletto, galline, tacchini.
Arriviamo alla Mazzoldi House nel pomeriggio.
E’ domenica: dalla chiesa canti e preghiere risuonano nei dintorni mentre nel cortile si raduna una folla festosa.
Dopo un paio di giorni lasciamo Kampala diretti verso Golomolo. Dopo una sosta per la spesa al mercato, una visita all’ufficio di Gossace a Mukono – dove conosciamo Vincent, che ci inizia a raccontare la sua storia, che e’ anche essenzialmente la storia del progetto Gossace, arriviamo finalmente a destinazione.
Tutto e’ verde, di un verde intenso e brillante. Bambini curiosi e gentili e simpatici ci accolgono sempre col sorriso, inseguono la macchina, ci salutano con la mano. Sono entusiasti dell’arrivo dei nuovi muzungu (cosi’ chiamano noi bianchi, nella lingua locale). L’accoglienza e il benvenuto dei bimbi e degli adulti che lavorano a Gossace e’ davvero calorosa e festosa.
A Golomolo trascorriamo il resto della settimana tra pulizie della casa, visite alle diverse classi della scuola e al resto della struttura (cucina, ambulatorio, dormitori, pollaio, etc.), giochi con i bambini, acquazzoni improvvisi, chiaccherate e riunioni con Vincent e Goeffrey e gli altri, lezioni in classe, lunghe ma piacevoli attese al pozzo dell’acqua, una partita di calcio sul ripido pendio pieno di buche, un giro per il villaggio fino al lago (case di fango e legno qua e la’ nei boschi, strani alberi da frutta, bambini curiosi, pescatori che riparano le reti), un te’ da Cyprian alla sera, un maestro di Gossace...
Ci sentiamo tutti immediatamente coinvolti nel progetto.
Tanto lavoro da fare. Tanto da capire.
Le settimane si colorano di giochi, sorrisi e riunioni “inter nos” che ci permettono di capire meglio quello che ci circonda e le percezioni dei nostri compagni.
Il primo periodo trascorre così tra sensazioni di gioia, curiosità, entusiasmo, perplessità ma anche tra sensazioni contrastanti, momenti in cui crediamo di vivere l’Uganda da sempre, e momenti in cui sembra che solo il giorno prima siamo scesi dall’aereo, abbiamo incontrato per la prima volta i bimbi, Padre Andrew, Vincent, Geoffrey, tutti i maestri e tutte quelle persone che stanno rendendo questa esperienza così intensa...